sabato 29 luglio 2023

Corno Piccolo (Seconda Spalla), Il Vecchiaccio

Linea storica, assai ripetuta per la bellezza della roccia e la qualità dell'arrampicata, oltre che per le difficoltà abbastanza abbordabili.
La Via del Vecchiaccio è una classica più che consigliabile, breve e concatenabile agevolmente con altri itinerari sulla prima spalla.
Per una ripetizione portare normale dotazione e un assortimento di cordini per le numerose clessidre.

Accesso: Prati di Tivo (TE)
Tempo di percorrenza: 3/4 ore
Dislivello: 210 m svil.
Difficoltà: VI/A0, V obb.
Valutazione: ****


Dalla stazione di arrivo della funivia si sale fino ad imboccare il sentiero Ventricini, che si percorre raggiungendo il tratto attrezzato.
Si seguono ora scalette e cavi sino a giungere nei pressi della Forcella del Belvedere: l'attacco della via è posto una decina di metri prima della forcella; prendere come riferimento una placca solcata da due evidenti rigole scure.

L1: rimontare per facili rocce fino alla base della placca con le rigole, passare agevolmente alla destra di questa e iniziare quindi a traversare in modo ascendente verso sinistra, fino a giungere ad una comoda cengia nei pressi di una grossa lama - poco più a sx si trova una sosta con catena (50 m, III+, IV)


L2: salire la lama e procedere contornando un evidente strapiombo con andamento verso destra, sfruttando gli ottimi appigli ed appoggi che la placca offre; si punta ad un evidente diedro. Qui si può sostare su due ch., forse scomodi, o traversare a sx appena fuori dallo strapiombo a reperire una sosta con catena (50 m, IV+/V)
L3: salire il diedro, contornare verso sinistra lo strapiombo che lo chiude, scalando poi un ulteriore diedrino sulla destra, immettendosi in tal modo nella bella e lavorata placconata da risalire per buchi e rigole fino alla sosta costituita da cavi d'acciaio su clessidre (45 m, V)


L4: proseguire per la placca tendendo a destra, quindi salire con ribaltamento su una rampa ascendente verso destra, da scalare fino alla poco comoda sosta, sotto un'evidente fila di ch. a pressione (30 m, V)

A questo punto vi sono due possibilità di terminare la via: uscendo per il tiro di Aquilotti 72, sfruttando i chiodi a pressione (soluzione in genere utilizzata), o scalare la verticale placca a sx (tiro originale, visibile fittone in alto), con ingaggio decisamente maggiore. Noi abbiamo optato per la prima soluzione.

L5: salire lungo la linea dei chiodi a pressione con arrampicata tecnica (VI, oppure A0), quindi agguantare una fessura ascendente verso sinistra, a tratti cieca, che conduce ad un breve diedro, oltre il quale si sosta comodamente nei pressi della sommità della seconda spalla (40 m, VI, poi V).



Discesa: dalla vetta della seconda spalla con n. 3 calate si giunge al termine del Canale Bonacossa. Da qui si scende per roccette e poi per traccia, rientrando al Ventricini. Volendo evitare le calate si prosegue per la accennata cresta della seconda spalla sino all'imbocco del Canale Bonacossa, che si discende disarrampicando.

1 commento: